Recensione di Non per sempre, libro di Roberto Pallocca

libro non per sempre roberto palloccaDue storie che diventano una sola, due giovani che soffrono la perdita di un entusiasmo che non riescono più a trovare, che rimbalzano da un angolo all’altro della vita per inerzia, come senza motivo, non sapendo che questo li sta già portando verso la loro rinascita, la loro seconda opportunità.

Il loro amore.
Perché l’amore è come un grosso fiume. Ha la forza di muovere le pale di un mulino, di irrigare campi, di rompere e trascinar con sé ogni barriera e detrito. L’amore può riempirti la vita di mille riflessi, all’alba e al tramonto.
L’amore è un fiume, e il ruscello Roberto e quello Vittoria già una volta, incontrandosi, l’hanno creato e percorso. Hanno mescolato i propri flutti, ogni loro singola goccia d’acqua, in una confluenza inattesa in cui le loro correnti non si sono scontrate, ma accarezzate dolcemente l’un l’altra. Poi una curva, troppo improvvisa o troppo tortuosa, li ha separati, e ognuno ha perso l’altro e anche se stesso. Perché quando hai mescolato in quel modo le tue acque, la tua esistenza, non puoi più riprenderti quel che avevi prima, perché nella vita non puoi tornare indietro a cercare ogni tua goccia.
Perché fiumi e ruscelli, si sa, scorrono solo in avanti. E ti ritrovi a scorrere quasi senza più corrente, senza rapide, senza cascate; tanto che ti sembri più una grossa e stantia pozzanghera, torbida per le cupe lacrime che hai pianto.
Ti ritrovi a correre per luoghi per cui non volevi passare, che ti sembrano tutti ugualmente amorfi, tutti inutili. Ti ritrovi magari a correre nel deserto, con la sola speranza di vederti evaporare. Ti domandi se la sorgente a monte, lontana, non si sia per caso esaurita.
Eppure il tempo passa, l’acqua scorre, e d’improvviso torni a riconoscerti. Riprendi brio, velocità depurante.
Il terreno della vita in cui ti muovi, con la sua morfologia imprevedibile, ti porta paradossalmente indietro, e può perfino accadere, in questa misteriosa scacchiera, di ritrovare quel primo, unico ruscello, che ti manca così tanto che ti ci tuffi tutto. Di colpo il deserto è solo un lontano ricordo, di colpo alzi gli occhi e sei in Amazzonia, circondato da bellissime piante colorate.
Ritrovi quel te stesso, quei tuoi pezzi che pensavi perduti per sempre. Puoi tenerli a metà con l’altro ruscello, o portarli via con te, svoltando alla prossima curva.
Per un fiume d’amore, forse, oltre a due ruscelli serve anche una direzione comune.
2009-02-12

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *