Non avevo mai scritto una sceneggiatura. Un “copione”, in realtà, come qualcuno mi ha osservato. Perché è per il teatro.
Sono stati giorni lunghi e soprattutto notti lunghe, anche perché mi sono ridotto all’ultimo. Però adesso posso dire con orgoglio che il più è fatto, e che la prima versione è stata consegnata. Certo, subirà delle probabili modifiche nei prossimi giorni, ma resterà comunque se stessa, così come è adesso. Per molti versi meravigliosa, indipendentemente dalle sue pecche. Un po’ come il primo amore.
Ecco, sì, è stata un po’ una storia d’amore. Cominciata con un’impennata di passione, di lunghi momenti passati a capofittto a guardarci negli occhi e a cercare di capirci. Perché mentre scrivi qualcosa, e la scopri e la sviluppi e le cambi forma, quella prende vita ma poi trova il potere di lasciarti scoprire altro di te, cose che non sapevi, a cui non avevi mai pensato. È un dare e ricevere continuo, mentre anche lei ti cambia così lentamente che tu te ne accorgi davvero solo quando è finita, quando ormai è alle spalle e quando, per quanto puoi sforzarti di incontrarla di nuovo ogni giorno della tua vita, non puoi più cambiarla. Forse perché ormai la conosci o forse perché la rispetti, e la accetti così com’è.
Ho scritto il mio primo copione: è stato tosto ma bellissimo. Dare vita non solo a una storia che ognuno può immaginarsi come vuole, come in un racconto o in un romanzo, ma definire esattamente ogni formula magica dell’incantesimo che deve prendere vita sul palco. Vedere i propri personaggi muoversi, e sudare, e ridere, e prendersi in giro e litigare.
E credo sia davvero il caso di ringraziare. I ringraziamenti sono il mio forte, perché in fondo sono un tipo testardo e orgoglioso, che preferirebbe riuscire a fare tutto da solo, ma per fortuna a volte la paura di sbagliare, camuffata da pigrizia, mi fa perdere tempo e mi spinge a chiedere aiuto agli altri.
Quindi ringrazio in generale i molti che hanno ascoltato le mie paranoie, i miei dubbi sulla riuscita dell’impresa, i miei rifiuti imputati al motivo “devo lavorare alla sceneggiatura”. Più in particolare, però, vorrei ringraziare innanzitutto Enio, che mi ha fatto l’onore di affidarmi questo incarico e che da vero amico ha avuto la pazienza di aspettare i miei lunghissimi tempi di produzione (nemmeno fossi uno sceneggiatore richiestissimo, che può permettersi di fare il prezioso). In secondo luogo vorrei ringraziare Sara e Arianna che mi hanno offerto preziosi consigli, Ambra che mi ha tenuto compagnia durante parte della realizzazione, Edoardo che mi ha dato non ricordo più quale idea, ma sono sicuro che me l’ha data, e infine il signor Pëtr Il’ič Čajkovskij, in compagnia della cui musica, in particolar modo dell’opera “Lo Schiaccianoci”, ho scritto gran parte della sceneggiatura, o copione che dir si voglia.
