La corsa all’account sull’ultimo social network comincia a lasciare indietro qualcuno. I nuovi siti che aprono costantemente i battenti (che a volte rischiano di diventare troppo complicati, come Hycku) e i continui update di quelli già esistenti (vedi il nuovo profilo diario di facebook), delineano infatti una separazione sempre più netta tra coloro che i social network li usano “per diletto” e quelli che invece ne esplorano e ne sfruttano più a fondo le opportunità comunicative.
Facebook ha fatto e continua a fare storia: il social network di Zuckerberg si rinnova in continuazione sia nell’aspetto che nelle features, riuscendo allo stesso tempo a mantenere alto l’interesse dei suoi oltre 800 milioni di utenti in tutto il mondo, che cercano di adeguarsi ai cambiamenti.
Il grande avversario di Facebook, Google+, è tanto giovane quanto promettente. In particolare il social network di Google ha raggiunto quota 10 milioni di iscritti in soli 16 giorni dal suo lancio, traguardo che Facebook ha raggiunto in un periodo di tempo 50 volte maggiore. Tuttavia, Google+ ha un tasso di interazione ancora molto basso: evidentemente il social network delle cerchie non è riuscito a sottrarre a Facebook gli utenti che sperava, utenti che hanno attivato il profilo pubblico di Google (magari perché disponevano già di un account gmail per la gestione della posta elettronica) ma preferiscono ancora il sito di Zuckerberg per parlare tra loro e coi propri amici.
E Twitter? Il sito di microblogging più famoso al mondo ha scelto da subito un’impronta nettamente diversa rispetto a Facebook, costringendo i propri utenti ad una comunicazione più spartana e più incisiva (max 160 caratteri per un tweet), stimolandoli ad ingegnarsi per creare un vero e proprio stile essenziale ed efficace. Un sito che, forse complice anche la simpatica mascotte dell’uccellino celeste, ha manifestato da subito una grande capacità di presa nei confronti degli utenti del web: il tasso di crescita raggiunto da Twitter nel 2010, con circa 500 mila nuovi utenti al giorno, ne è la testimonianza. Eppure il sito dei tweets (cinguettii) vanta anche un primato al negativo: si calcola infatti che circa il 50% degli utenti registrati non curi quasi mai il suo account.
Sorte simile, sebbene non così tragica, subiscono gli account di Linkedin, social network espressamente dedicato alla ricerca di contatti nell’ambito professionale.
Insomma, se da un lato sono in molti quelli che possiedono almeno un account su un social network, solo una parte riesce a sfruttare a dovere le potenzialità degli strumenti messi a sua disposizione. Il primo segnale di un approccio “poco convinto” è ad esempio il bassissimo grado di personalizzazione della pagina del profilo.
Dal lato social network, quindi, la facilità di registrazione non è sempre pari a quella di utilizzo; ma soprattutto, dal lato utente, l’iscrizione è in larga parte seguita da un uso superficiale e quasi casuale del sito.
E voi? Su quanti social network siete iscritti? E soprattutto, li usate a fondo?
