In questi giorni gli sviluppatori di Facebook hanno esteso anche in Italia la funzionalità automatica di riconoscimento facciale. In pratica, attraverso un programma automatico, il social network più famoso del mondo passa in rassegna tutte le foto che vengono pubblicate, cercando di stabilire collegamenti tra volti già taggati e volti senza nome.
Poniamo il caso che il vostro volto compaia in dieci foto e che voi siate taggati in una di queste. Se Facebook deduce che il viso nelle altre nove foto è il vostro, il sistema di riconoscimento facciale automatico avviserà i vostri amici e consiglierà loro di taggarvi.
Sembra un gioco, ma è pur sempre una prevaricazione sulla nostra privacy. L’ennesima.
Come fare per far fronte all’ennesima intrusione del social network nelle nostre vite? C’è un modo per difenderci dal riconoscimento automatico delle foto?
Sì, ci sono più modi.
Innanzitutto si può sempre rimuovere manualmente le tag dalle foto, e chiedere ai nostri amici di non taggarci, ma questa soluzione porterebbe via troppo tempo. Anche in questo braccio di ferro tra Facebook e utenti, infatti, il vantaggio della creatura di Zuckerberg sta nel prendere l’utente per stanchezza, sfinendolo e costringendolo a rassegnarsi.
Ma niente paura: si può facilmente disabilitare il riconoscimento facciale di Facebook una volta per tutte, alla faccia della politica del social network, che non tiene conto del parere dell’utente, impostando di default su “autorizza” ogni nuova opzione che riguarda la nostra privacy.
Da “Account”, in alto a destra, selezionate “Impostazioni sulla privacy”. Si aprirà un pagina con una lista diversi elementi, con le relative opzioni di condivisione. In fondo alla lista, in blu, clikkate su “Personalizza impostazioni”.
Ora scorrete la pagina fino alla voce “Suggerisci agli amici le foto in cui ci sono io”, come nella foto.
Si aprirà una finestra, voi mettete “No” nella casella a destra e poi “Ok” in basso.
Complimenti! Siete riusciti a disabilitare il riconoscimento facciale di Facebook. Ora la vostra privacy è al sicuro, almeno fino alla prossima funzione automatica che verrà introdotta.