Barcode Battler, la console col gioco dei codici a barre

gioco barcode battler

Barcode Battler è una console tascabile prodotta nel 1991 dalla Epoch, casa produttrice giapponese di giochi e videogiochi per pc. Il gioco si basa su una originale lotta tra combattenti i cui valori sono ricavati dai codici a barre. Passando un comunissimo codice a barre sul lettore ottico disposto al centro dell’apparecchio, infatti, il sistema determina la tipologia di giocatore (guerriero o stregone) o di oggetto bonus (difesa, attacco, punti vita, etc) che le barre rappresentano. Il gioco è corredato da un manuale di istruzioni e da un set di carte, per cominciare a giocare, che include personaggi e oggetti bonus.

 

 

Come funziona la partita su Barcode Battler

barcode battler console

Dopo aver acceso la console, si decide la modalità di gioco. Si può giocare Player vs Player o Single Player, affrontando un avversario umano o sfidando il computer in diverse battaglie e livelli di difficoltà crescenti, aspetto che assomiglia un po’ alla modalità “campagna”. Dopo aver scelto il combattente (stregone o guerriero) si ha la possibilità di potenziare il proprio beniamino aggiungendo una carta bonus, che può incrementare di un certo valore i punti vita, l’attacco o la difesa. Il bonus può anche dare punti “recovery” o punti magia (per gli stregoni). La sfida, dopo il sorteggio iniziale per stabilire chi attacca per primo, si consuma a colpi alterni. Al momento del proprio turno, il giocatore ha a disposizione una mossa di attacco per ferire l’avversario, una mossa di recupero per cercare di ripristinare alcuni dei punti vita persi durante il combattimento, oppure, se è uno stregone, può spendere dei punti magia per maledire l’avversario, diminuendo la sua difesa, il suo attacco, o sferrando un colpo da danno magico. Il giocatore che perde tutti i punti vita perde e viene eliminato.

La grafica

In Barcode Battler non si può parlare di grafica, perché a parte i simboli della classe del personaggio, il sistema di gioco si svolge soltanto con dei numeri. Si tratta di un aspetto chiaramente limitante, che rappresentò uno dei motivi, dopo l’iniziale entusiasmo per la sua uscita, dello scarso successo commerciale di Barcode Battler, specie visto che al momento della sua uscita doveva concorrere con avversari del calibro del Game Gear prodotto dalla Sega e del Game Boy della Nintendo.

Il giudizio

Il mercato degli anni Novanta relegò il Barcode Battler a un ruolo estremamente secondario nel panorama delle console tascabili. Seguì comunque un audace progetto, Barcode Battler 2, ma nonostante il miglioramento di alcune funzioni e l’introduzione di qualche piccola variante non riuscì a convincere i consumatori, decretando la console un prodotto di nicchia per pochi appassionati.
Personalmente, invece, al di là degli incontestabili limiti grafici, Barcode Battler resta un’idea semplice e geniale, un gioco che al tempo fece divertire ed entusiasmare me ed alcuni miei amici grazie all’impagabile prospettiva di poter giocare all’infinito, provando sempre nuovi codici a barre, magari scoprendo invincibili guerrieri e potentissimi maghi tra i tantissimi prodotti di uso comune da cui eravamo circondati. La grafica la facevamo con la fantasia.