recensione laputa il castello nel cielo

recensione laputa il castello nel cielo

Laputa – Il castello nel cielo rappresenta il primo film di animazione prodotto nel 1986 dall’allora neonato Studio Ghibli, formatosi un anno prima per mezzo della collaborazione tra Hayao Miyazaki, Isao Takahata e la Tokuma Shoten Publishing Co. LtD. Il film venne premiato in Giappone come miglior film d’animazione del 1986.

Trama

laputa il castello nel cieloIl cartone narra la storia di Sheeta, una fanciulla che sfuggendo ad alcuni pirati che hanno assaltato la sua aeronave “cade dal cielo”, letteralmente, piombando nella vita di Pazu, un intraprendente ragazzo che lavora in una miniera. La sera dell’incontro, Pazu vede Sheeta scendere lentamente dal cielo, quasi galleggiando nell’aria, grazie a un incantesimo che sembra legato alla speciale pietra azzurra luminescente che la ragazza porta al collo. Sheeta discende dal popolo di Laputa, una mitica città sospesa nel cielo, oltre le nuvole. Pazu conosce molto bene la storia di Laputa e anzi sogna di scoprirla: possiede infatti una fotografia della città, scattata anni prima da suo padre che però non riuscì mai a dimostrarne l’esistenza. Sono invece un gruppo di pirati e addirittura l’esercito, ad essere interessati alla pietra di Sheeta come mezzo per raggiungere la leggendaria città, che si narra essere ricca di tesori e abitata da una civiltà molto avanzata tecnologicamente. Insieme, i due ragazzi, legati dal comune obiettivo e da un affetto crescente tra loro, affrontano numerose avventure fino a raggiungere Laputa, dove il terribile Colonnello Muska, anch’egli ossessionato dalla città nel cielo, li insegue per impossessarsi delle avanzate tecnologie militari del castello.

Opinione

Agli albori del meraviglioso lavoro che negli anni a venire ha reso lo Studio Ghibli uno dei più importanti studi di animazione del mondo, il film Laputa – Il castello nel cielo, possiede in sé tutti i più importanti elementi che ritroviamo nelle pellicole successive. Ad esempio, la presenza della tecnologia nei robot di Laputa ma soprattutto quella delle aeronavi e dei mezzi volanti, che ritorna e probabilmente ispira gli aerei di Porco Rosso, film uscito in Giappone 6 anni più tardi. L’industriosa vita della città mineraria dove vive Pazu, invece ricorda la città del ferro de La principessa Mononoke, mentre la città di Laputa, e in particolare il suo castello sovrastato ad un enorme albero, sono facilmente collegabili in generale alla tematica dell’ambiente (presente in molti film di Miyazaki) e soprattutto alla pellicola Il mio vicino Totoro, dove è presente anche lì un enorme albero. È inoltre evidente che lo stesso titolo della pellicola, Il castello nel cielo, ricorda Il castello errante di Howl.

Molto interessante è il dualismo trala città sospesa nel cielo e la città mineraria. Sulla terra tutti quelli che conoscono la leggenda di Laputa sognano di vivere oltre nuvole, ma in fondo il regno protetto dai forti venti del nido dei draghi non ha quasi nulla di umano. Sorprendente la scena in cui Pazu e Sheeta sono nascosti nei cunicoli delle miniere e incontrano un nonnino minatore. Egli spiega ai giovani che le pietre mormorano, e nel farlo spegne una candela lasciandoli al buio. Nell’oscurità, le diverse pietre e cristalli risplendono sulla volta della caverna e tutt’intorno quasi come fossero le stelle del cielo.

Il film uscirà in Italia il 25 aprile, distribuito dalla Lucky Red, con il titolo Il castello nel cielo.

Trailer

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