recensione la principessa mononoke

La Principessa Mononoke, di Hayao Miyazaki, è un film d’animazione giapponese realizzato dallo studio di produzione Ghibli.

Trama

In Giappone, ai tempi del periodo Muromachi, la tranquilla routine di un villaggio orientale viene scossa dall’improvviso arrivo di un enorme cinghiale trasformato in demone per colpa dell’odio. Il giovane principe Ashitaka riesce a uccidere il demone, ma, nel tentativo di fermarlo, entra a contatto col demone e rimane corrotto da una maledizione mortale.

la principessa mononokeIl coraggioso principe parte allora per un lungo viaggio diretto verso Ovest, in cerca di salvezza, in sella al suo fedele stambecco Yakul. Nel suo peregrinare, Ashitaka finisce per trovarsi in mezzo allo scontro feroce che avanza tra gli animali che difendono la Foresta Sacra (la tribù dei cinghiali, delle scimmie e dei lupi) e gli industriosi abitanti della Città del Ferro, che per espandersi e difendersi stanno distruggendo tutti gli alberi. Nella foresta Ashitaka incontra San, una ragazza cresciuta dai lupi. San odia gli uomini e di conseguenza anche Ashitaka, ma le azioni coraggiose del giovane sapranno convincerla della purezza di spirito del principe. Insieme i due lotteranno per la salvezza della foresta e per quella della città del Ferro, stretta nella morsa d’assedio dei signori delle altre province.

Giudizio

Miyazaki si supera ancora una volta. Il genio giapponese non è semplicemente l’autore di una pellicola dalle immagini spettacolari. Anzi, anticipando quelli che saranno i suoi ulteriori grandi successi de Il castello errante di Howl e La città incantata, mette la sua firma su un’opera che sbalordisce grazie all’atmosfera suggestiva dell’ambientazione mitologica, ma anche per merito di una storia ben pensata e ben scritta, semplice nella sua struttura praticamente fiabesca, ma piena di ricercati e raffinati spunti di riflessione.Si sente spesso di parlare di cartoni animati per bambini ma adatti anche a un pubblico adulto. Bè “La principessa Mononoke” è senz’altro un film che, al di là dell’uso della tecnica dell’animazione, affronta tematiche importanti ed impegnate, come quella dell’ambiente. E lo fa attraverso una splendida favola, in cui i protagonisti e le vicende vengono affrontati in modo approfondito, e messi a fuoco con grande maestria, dall’intelligenza e ambizione di padrona Eboshi, giovane donna a capo della Città del Ferro, ai due protagonisti Ashitaka, coraggioso e incerto, e Mononoke, vendicativa e istintiva.

recensione la principessa mononoke

Uscita nel 2000, la versione italiana de La principessa Mononoke si è portata dietro diverse critiche legate alle traduzioni non troppo fedeli all’originale. In particolare, il passaggio all’italiano ha privato la pellicola di una connotazione dichiaratamente vendicativa. Pare infatti che il nome Mononoke, che a prima vista può essere inteso come il nome proprio di San, possa essere tradotto come “spirito vendicativo”. Poiché la parola Mononoke non ha però un equivalente in italiano, si è scelto di lasciarlo non tradotto.

Il trailer de “La principessa Mononoke”

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